I seguenti Messaggi sono stati tratti da seguenti numeri della rivista TEOSOFIA

Prefazione e I° Messaggio: TEOSOFIA – anno VI n. 4 set. ‘73
II° Messaggio: TEOSOFIA – anno VII  nn. 1 - 2 nov. ’73/feb. ‘74
III° Messaggio: TEOSOFIA – anno VIII  n. 1 nov. ‘74
IV° ed ultimo Messaggio: TEOSOFIA – anno IX  nn. 1 - 2 nov. ’75/feb. ‘76


 
 
 
 
 


 

I CINQUE MESSAGGI DI H.P.B.
AI TEOSOFI AMERICANI

Presentiamo per la prima volta in edizione integrale in Italiano i famosi Cinque Messaggi che H.P.B. indirizzò negli anni 1888–1891 ai Teosofi Americani riuniti nella loro Convenzione annuale. Questi Messaggi verranno pubblicati a puntate su TEOSOFIA e se, come non dubitiamo, il loro successo presso i Teosofi italiani sarà pari alla loro importanza, potranno essere raccolti in seguito in un volumetto, affinché più facili ne siano la lettura e la meditazione.
 

DALLA PREFAZIONE ALL’EDIZIONE DELLA THEOSOPHY COMPANY (INDIA).

La Teosofia ci ingiunge di lavorare per l’Umanità, e questo servizio è di un carattere particolare; la sua statura è spirituale, il metodo duplice: (1) vegliare sui passi dell’umanità errabonda ed erigere dei segnali contro certi pericoli; (2) tenere ben alta la fiaccola dell’Insegnamento che incoraggia lo stanco Pellegrino e lo ispira a far suo quel Potere che è Pace, quel Servizio che è Gioia.

Queste Lettere ci esortano al servizio spirituale, ci ammoniscono contro i pericoli del bigottismo religioso, del materialismo e del rozzo egoismo, ma soprattutto contro i pericoli di una crescente follia psichica che si manifesta dappertutto sotto il dominio della legge ciclica e karmica.(1) Esse mostrano inoltre il vero sentiero e insistono sulla verità che "l’etica della Teosofia è più importante di ogni divulgazione di leggi e fatti psichici". Esse accendono infine nel cuore quel Fuoco Sacro capace di ridurre in scorie e cenere la materialità dei desideri mondani. Esse ardono con la luce ed il calore di una fiamma fragrante a benedire quanti siano capaci di udire e di ascoltare.

In questi giorni di continue lotte di molte e diverse varietà, mentre una miriade di rimedi vengono suggeriti e propugnati per i nostri mali fisici e psichici, morali e mentali, e tuttavia fallimento succede a fallimento, e lo scontento è la sorte delle masse umane; in questi giorni di penuria e di sofferenza mentre tutti patiscono la fame, chi fisica, chi spirituale; mentre molte filosofie si sforzano di attrarre interesse, di elevare e di insegnare, con la disperazione quale risultato finale; in questi giorni in cui uomini e donne perplessi di fronte allo strano operare di Madre Natura, ne abbandonano le sagge vie per correre dietro a ciarlatani istruiti ed ignoranti, ricercando in ignoranza delusioni e malattie della mente e dell’anima, questi meravigliosi Messaggi di Uno che fu spinto dalla propria saggezza e compassione a puntare il dito dell’ammonimento ed allo stesso tempo a tendere la mano della fratellanza e della guida sicura, dovrebbero essere letti, studiati, meditati.

Per gli studenti di Teosofia queste Lettere hanno un valore ed un significato speciali nel tempo presente. Nel condurre le loro vite e nell’eseguire il loro lavoro, così come nell’aiutare i loro fratelli in umanità in ogni campo di attività, riceveranno da queste parole viventi e profonde un aiuto reale essi stessi, e questo di un carattere unico.

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(1) E che conosce un ritorno virulento di fiamma, con un cresciuto interesse per un "occultismo" di bassa lega, superficiale e superstizioso, mentre si moltiplicano "svami" e "guru" di ogni specie e colore, sempre pronti ad incanalare per sterili sentieri le forme riflesse ed invertite dall’egoismo umano della spiritualità genuina. (n.d.t.).
   
 
 
 


 
IL PRIMO MESSAGGIO
1888
 

A WILLIAM Q. JUDGE, Segretario Generale della Sezione Americana della Società Teosofica.

MIO CARISSIMO FRATELLO E CO–FONDATORE DELLA SOCIETÀ TEOSOFICA:

Nell’indirizzarvi questa lettera, che vi chiedo di leggere alla Convenzione convocata per il 22 Aprile, io devo per prima cosa presentare le mie cordiali congratulazioni ed i miei più vivi auguri ai Delegati riuniti e buoni Membri della nostra Società ed a voi stesso che siete il cuore e l’anima di questo Corpo in America. Fummo in diversi a dargli la vita nel 1875, e da allora voi siete rimasto solo a preservarne la vita attraverso vicende liete e tristi. È a voi soprattutto, se non interamente, che la Società Teosofica deve la vita nel 1888. Lasciate che io vi ringrazi per questo pubblicamente, per la prima e forse per l’ultima volta, e dal profondo del mio cuore che batte solo per la causa che voi rappresentate così bene e servite così fedelmente. Io vi chiedo anche di ricordare, in questa importante occasione, che la mia voce non è che la debole eco di altre e più sacre voci, la trasmettitrice dell’approvazione di Coloro la cui presenza è viva in più di un vero cuore teosofico e, io so, preminentemente nel vostro. Possa la Società riunita sentire il calore del saluto col vigore con cui esso è porto, e possa ogni Membro presente, consapevole di averla meritata, profittare della Benedizione inviata.

La Teosofia ha preso un nuovo inizio recentemente in America, e questo segna l’inizio di un nuovo Ciclo nelle faccende della Società in Occidente. Ed i criteri che voi state ora seguendo sono mirabilmente adatti a creare lo spazio e la ragione per la più ampia espansione del movimento e per stabilire su di una solida base una organizzazione che, mentre promuove sentimenti di fraterna simpatia, unità sociale e solidarietà, lascia ampio spazio alla libertà ed iniziativa individuali nella causa comune: aiutare l’umanità.

La moltiplicazione dei centri individuali dovrebbe occupare un posto di primo piano nelle vostre menti, ed ognuno dovrebbe sforzarsi di essere un centro di lavoro egli stesso. Quando il suo sviluppo interiore avrà raggiunto un certo punto ognuno attrarrà in modo naturale quelli con cui sarà in contatto sotto la stessa influenza; un nucleo si formerà, attorno al quale altre persone si raccoglieranno, formando un centro da cui si irradieranno conoscenza ed influenza spirituali, e verso cui influenze più alte verranno dirette.

Ma che nessuno eriga un papato invece della Teosofia, poiché ciò sarebbe un suicidio, ed è sempre finito nel modo più tragico. Noi siamo tutti compagni di studio, più o meno progrediti; ma nessuno che appartenga alla Società Teosofica dovrebbe considerarsi, nel migliore dei casi, più di un capoclasse – uno che non ha alcun diritto di dogmatizzare.

Da quando la Società è stata fondata lo spirito del nostro tempo ha subito un distinto cambiamento. Quelli che ci incaricarono di fondare la Società previdero questa ondata che ora sta rapidamente crescendo, di influenza trascendentale, che segue l’altra ondata di mero fenomenalismo. Perfino i giornali spiritistici stanno gradualmente eliminando i fenomeni e le meraviglie sostituendoli con soggetti filosofici. La Società Teosofica ha dato l’avvio a questo movimento; ma, benché le idee teosofiche siano penetrate in ogni sviluppo o forma assunta dal risveglio della spiritualità, la Teosofia pura e semplice deve combattere ancora una dura battaglia per giungere ad essere debitamente riconosciuta. I vecchi tempi sono andati per non tornare più, e molti sono i Teosofi che si sono impegnati a far sì che la Società Teosofica non divenga più un "club di miracoli". I deboli hanno chiesto in ogni età segni e meraviglie e, quando questi non venivano concessi, si sono sempre rifiutati di credere. Non così quelli che potranno comprendere la Teosofia pura e semplice. Ma vi sono altri tra noi che sono consapevoli intuitivamente del fatto che il riconoscimento della Teosofia pura – la filosofia della spiegazione razionale delle cose e non i dettagli dottrinali – ha un’importanza quanto mai vitale per la Società, in quanto che, essa sola può fornire la fiaccola necessaria a guidare l’umanità lungo il suo vero sentiero.

Ciò non dovrebbe mai essere dimenticato, né i seguenti fatti dovrebbero essere guardati alla leggera. Il giorno in cui la Teosofia abbia portato a compimento la sua missione più sacra ed importante – abbia cioè unito fermamente un corpo di uomini di ogni nazione in amore fraterno ed in comune dedizione ad un lavoro puramente altruistico, non ad uno sforzo dettato da motivi egoistici – solo allora la Teosofia si innalzerà al di sopra di ogni fratellanza nominale di esseri umani. Questo sarà in verità una meraviglia ed un miracolo, per la realizzazione del quale l’umanità ha atteso invano per gli ultimi diciotto secoli, e che nessuna associazione è stata finora capace di compiere.

L’ortodossia in Teosofia non e né possibile né desiderabile. È la diversità di opinioni, entro certi limiti, che continua a fare della Società un corpo vivente e sano, nonostante le sue molte altre sgradevoli caratteristiche. E se non fosse anche per l’esistenza di una vasta incertezza nella mente degli studenti di Teosofia, tali salutari divergenze sarebbero impossibili, e la Società degenererebbe in una setta, in cui un credo ristretto e stereotipato prenderebbe il posto del vivente ed alitante spirito della Verità e di una Conoscenza sempre più grande.

Nella misura in cui la gente sarà preparata a riceverli, nuovi insegnamenti teosofici saranno dati. Ma non sarà dato di più di quanto il mondo, al suo livello attuale di spiritualità, possa profittare. Dipenderà dalla diffusione della Teosofia – dalla assimilazione di quanto è già stato dato – quanto di più verrà rivelato e quanto presto.

Deve essere ricordato che la Società non fu fondata per essere un asilo infantile per produrre occultisti a tappe forzate, né per essere una fabbrica per la produzione di Adepti. La Società fu intesa ad arrestare la corrente del materialismo e quella del fenomenalismo spiritistico e del culto dei morti. La Società doveva guidare il risveglio spirituale ora cominciato, e non degradarsi cedendo a brame psichiche, che non sono altro che una forma di materialismo. Per "materialismo" si intende infatti non solo la negazione antifilosofica del puro spirito e neppure, sebbene a maggior ragione, il materialismo nella condotta pratica – la brutalità, 1’ipocrisia e soprattutto l’egoismo – ma anche i frutti dell’incredulità in tutto salvo che nelle cose materiali, incredulità che è cresciuta enormemente durante l’ultimo secolo e che ha condotto molti, in seguito alla negazione di ogni esistenza eccettuata quella nella materia, a credere ciecamente nella materializzazione dello Spirito.

La tendenza della civiltà moderna è una reazione all’animalismo, allo sviluppo di quelle qualità che conducono al successo nella vita dell’uomo come fosse quello di un animale nella lotta per l’esistenza animale. La Teosofia cerca di sviluppare nell’uomo la natura umana al di sopra di quella animale, ed al sacrificio di quella animalità superflua che la vita moderna e gli insegnamenti materialistici hanno condotto a svilupparsi ad un grado anormale per l’essere umano a questo stadio del suo progresso

Non tutti gli uomini possono essere Occultisti, ma tutti possono essere Teosofi. Molti che non hanno mai sentito parlare della Società sono Teosofi senza saperlo; infatti l’essenza della Teosofia è 1’ armonizzazione perfetta del divino con l’umano nell’uomo, l’aggiustamento delle aspirazioni e qualità che fanno l’uomo simile a un dio, ed il loro dominio sulle passioni terrene od animali presenti in lui. La gentilezza, l’assenza di ogni sentimento malvagio e di ogni egoismo la carità, la buona volontà verso ogni essere ed una perfetta giustizia verso gli altri come verso se stessi, ecco le sue caratteristiche principali. Colui che insegna la Teosofia predica l’evangelo della buona volontà, e l’inverso di questo é anche vero: chi predica il vangelo della buona volontà predica la Teosofia.

Questo aspetto della Teosofia non ha mai mancato di ricevere il dovuto, pieno riconoscimento sulle pagine del "PATH" ("Il Sentiero" – n.d.t.), un giornale di cui la Sezione Americana ha buone ragioni di essere fiera. È un maestro ed una forza; ed il fatto che un tale periodico venga prodotto e sostenuto negli Stati Uniti è di per sé una lode eloquente e del suo Direttore e dei suoi lettori.

Con l’America ci si deve congratulare anche per l’aumento del numero dei Rami e delle Logge che sta ora avendo luogo. È un segno che nelle cose spirituali così come nelle temporali la grande Repubblica Americana è ben matura per essere indipendente ed organizzarsi da sé. I Fondatori della Società desiderano che ogni Sezione, non appena diventa forte abbastanza da governarsi da sola, sia indipendente nella misura massima consentita dalla sua adesione alla Società nel suo insieme ed alla Grande Fratellanza Ideale, di cui la Società Teosofica rappresenta il più basso grado formale.

Qui in Inghilterra la Teosofia si sta svegliando ad una nuova vita. Le calunnie e gli insulti della Società per la Ricerca Psichica l’hanno quasi paralizzata, ma per breve tempo, e l’esempio dell’America ha mosso i Teosofi inglesi ad una rinnovata attività. "LUCIFER" ha dato il segnale del risveglio, ed il primo frutto ne è stato la fondazione della "Theosophical Publication Society". Questa è molto importante. Ha intrapreso l’opera in vero necessaria di infrangere le barriere del pregiudizio e dell’ignoranza che tanto hanno impedito la diffusione della Teosofia. Agirà come una agenzia di reclutamento per la Società mediante la vasta distribuzione di letteratura elementare sul soggetto, tra coloro che in qualche modo siano pronti a porgerle orecchio. La corrispondenza già ricevuta mostra che questa distribuzione sta creando interesse per la Teosofia, e dimostra che in ogni grande città dell’Inghilterra esistono Teosofi isolati in numero sufficiente a formare gruppi o Logge con una bolla della Società. Ma, finora, nessuno di questi studenti sa dell’esistenza degli altri, e molti di essi non hanno ancora sentito mai parlare della Società Teosofica. Io sono del tutto soddisfatta della grande utilità di questa nuova società, composta come essa è in larga misura da membri della Società Teosofica, e trovandosi sotto il controllo di eminenti Teosofi, come voi, mio caro Fratello W. Q. Judge, Mabel Collins, e la Contessa Wachtmeister.

Ho fiducia che, quando la vera natura della Teosofia sarà stata compresa, tutti i pregiudizi contro di essa, che ora sfortunatamente prevalgono, svaniranno. I Teosofi sono necessariamente amici di tutti quei movimenti nel mondo, siano essi intellettuali o semplicemente pratici, volti al miglioramento della condizione umana. Noi siamo gli amici di tutti coloro che lottano contro l’alcoolismo, contro la crudeltà verso gli animali, contro l’ingiustizia nei confronti delle donne, contro la corruzione nella società e nei governi, benché noi non ci immischiamo nella politica. Siamo gli amici di quanti esercitano carità pratica, che cercano di sollevare un poco il peso tremendo della miseria che schiaccia i poveri. Ma nella nostra qualità di Teosofi non possiamo impegnarci in particolare in alcuna di queste grandi attività. Come individui possiamo farlo, ma come Teosofi noi abbiamo da compiere un lavoro più vasto, più importante, e molto più difficile. La gente dice che i Teosofi dovrebbero mostrare quanto si trova in loro, che "l’albero si conosce dai frutti" "Costruiscano dimore per i poveri" – viene detto – "aprano refettori, ecc. ecc., ed il mondo crederà che vi è qualcosa nella Teosofia". Questa buona gente dimentica che i Teosofi, come tali, sono poveri, e che i Fondatori Stessi sono più poveri di chiunque altro, e che uno di loro ad ogni buon conto, l’umile autrice di queste righe, non ha alcuna proprietà personale e deve lavorare duramente per il proprio pane quotidiano quando ne trova il tempo in mezzo ai propri doveri teosofici. La funzione dei Teosofi è quella di aprire il cuore e la comprensione degli uomini alla carità, alla giustizia, alla generosità, attributi che appartengono specificamente al regno umano e sono naturali per l’uomo non appena egli abbia sviluppato le qualità proprie di un essere umano. La Teosofia insegna all’uomo – animale ad essere un uomo – umano; e quando la gente avrà imparato a pensare ed a sentire come esseri umani veri dovrebbero sentire e pensare, allora agirà in modo umano, e le opere di carità, giustizia e generosità verranno compiute spontaneamente da tutti.

Ora per quanto concerne la Dottrina Segreta, la pubblicazione della quale mi è stata sollecitata con tanta gentilezza da qualcuno di voi, ed in termini tanto cordiali, qualche tempo fa, io sono molto grata del generoso appoggio promessomi e per il modo con cui è stato offerto. Il Manoscritto dei primi tre volumi è ora pronto per essere stampato, e la sua pubblicazione è stata ritardata solo dalle difficoltà incontrate nel trovare i fondi necessari. Benché io non l’abbia scritto pensando ad un guadagno, pure, lasciata Adyar, io devo vivere e pagarmi il mio transito nel mondo fino a quando ci starò. Per di più, la Società Teosofica ha bisogno urgente di danaro per molti scopi, ed io sento che non sarei giustificata se con la Dottrina Segreta facessi come ho fatto con Iside Svelata. Dalla mia prima opera ho ricevuto personalmente in tutto solo poche centinaia di dollari, benché ne siano state fatte nove edizioni. In queste circostanze mi sto sforzando di trovare i mezzi capaci di assicurare la pubblicazione della Dottrina Segreta a con dizioni migliori questa volta, e qui le offerte sono quasi nulle. Così, miei carissimi Fratelli e Collaboratori delle terre al di là dell’Atlantico, dovete perdonarmi il ritardo, e non biasimare me, bensì le sfortunate circostanze in cui mi trovo.

Mi piacerebbe rivisitare l’America e forse lo farò un giorno se la salute me lo permetterà. Mi sono stati rivolti pressanti inviti a stabilire la mia dimora nel vostro grande Paese che io tanto amo per la sua nobile libertà. Inoltre il Colonnello Olcott insiste moltissimo affinché io ritorni in India, dove egli sta combattendo quasi da solo la grande ed aspra battaglia per la causa della Verità; ma io sento che ora il mio dovere è di stare in Inghilterra e con i Teosofi dell’Occidente, dove per il momento va combattuta la lotta più dura contro il pregiudizio e l’ignoranza. Ma sia che io mi trovi in Inghilterra od in India, una grande parte del mio cuore e molta della mia speranza per la Teosofia rimane con voi negli Stati Uniti, dove la Società Teosofica fu fondata, e del quale Paese sono orgogliosa di essere un cittadino io stessa. Ma, voi dovete ricordare che, benché debbano esservi Rami locali della Società Teosofica, non possono esservi Teosofi locali, e proprio come voi tutti appartenete alla Società, così io appartengo a voi tutti.

Lascerò al mio caro Amico e Collega, il Colonnello Olcott, il compito di dirvi dello stato delle cose in India, dove tutto sembra favorevole, così mi si informa, poiché non ho alcun dubbio che anche lui avrà inviato alla vostra Convenzione i suoi buoni auguri e le sue congratulazioni.

Intanto, mio lontano e caro Fratello, accettate gli auguri più caldi e sinceri per il bene delle vostre Società e per voi personalmente, e porgendo a tutti i vostri colleghi l’espressione dei miei saluti fraterni, assicurate loro che, nel momento in cui voi leggerete loro queste parole, io sarò – se viva – presente in mezzo a tutti voi, Spirito, Anima e Pensiero.

Sempre vostra, nella verità della GRANDE CAUSA per cui noi tutti lavoriamo,

H. P. BLAVATSKY

Londra, 3 aprile 1888.
   

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IL SECONDO MESSAGGIO
7 aprile 1889
 

Amici e Fratelli Teosofi,

siete una volta ancora riuniti a Congresso, ed a voi io mando nuovamente i miei più cordiali saluti e gli auguri che questo Congresso abbia un successo ancora maggiore del precedente.

Sono ora quattordici anni da quando la Società Teosofica fu da noi fondata a New York, e con inflessibile perseveranza e forza indomabile questa Società ha continuato a crescere in mezzo a circostanze avverse, accompagnata da buona o cattiva fama. Ed ora siamo entrati nell’ultimo anno del nostro secondo periodo settenario: è perciò giusto ed opportuno che noi tutti riesaminiamo la posizione che abbiamo assunta.

In India, a cura del Colonnello Olcott, si continuano a formare dei Rami, e dovunque il Presidente tiene una conferenza o si reca per una visita, è certo che si creerà un nuovo centro d’interesse. Le sue visite, compiute nello spirito che lo anima, sono come un acquazzone su di un suolo assetato ed arso dal sole; fiori ed erbe nascono in profusione, mentre viene seminato il seme di una vegetazione sana. Ora egli è in visita al Giappone, dove è stato invitato da una deputazione forte ed influente a tenere conferenze sulla Teosofia e sul Buddhismo tra gente follemente intenta ad adottare la civilizzazione occidentale e che crede che questa possa essere ottenuta solo con l’adozione suicida del Cristianesimo come religione nazionale. Si! Trascurerebbero la loro religione nazionale, naturale a favore di una crescita parassitica della civiltà occidentale con tutte le benedizioni di questa, tali quali sono!

Invero il giovane Giappone è simile agli orgogliosi Greci davanti alle mura di Troia: "Ci vantiamo di essere uomini assai migliori dei nostri padri".

Ho appreso con rincrescimento che il Colonnello Olcott ha dovuto per motivi imprescindibili rinunziare alla visita che egli meditava di fare all’America per un giro di conferenze dopo il suo viaggio in Giappone.

Qui in Inghilterra abbiamo avuto un duro lavoro; ci siamo imbattuti in alcune difficoltà, e le abbiano superate; ma altre, simili alle teste dell’idra delle fatiche di Ercole, sembrano sorgere ad ogni passo compiuto. Ma una ferma volontà ed una devozione immutabile alla nostra Grande Causa Teosofica devono infrangere ed infrangeranno, ogni ostacolo, fino a quando il torrente della Verità romperà gli argini e spazzerà ogni impedimento con la sua corrente impetuosa. Possa il Karma affrettare l’avvento di quel giorno.

Ma veniamo a voi in America. Il vostro Karma di nazione ha portato la Teosofia a stabilirsi in mezzo a voi. La vita dell’Anima, il lato psichico della natura, è aperto a molti di voi. La vita di altruismo non è tanto un sublime ideale quanto questione di pratica. Naturalmente allora la Teosofia si trova di casa in molti cuori e menti e provoca una risonanza armonica non appena giunge all’orecchio di chi è pronto ad ascoltare. Ecco dunque una parte del vostro lavoro: portare in alto la torcia della Libertà dell’Anima cosicché tutti possano vederla e trarre beneficio dalla sua luce.

Perciò l’Etica della Teosofia è persino più necessaria all’umanità che gli aspetti scientifici dei fatti psichici della natura e dell’uomo.

Con le condizioni favorevoli che la Teosofia trova in America è solo naturale che la sua Società debba espandersi rapidamente e che Rami dopo Rami nascano. Ma mentre l’organizzazione per la diffusione della Teosofia cresce di dimensioni, dobbiamo ricordare la necessità di consolidarla. La Società deve crescere in modo proporzionato e non troppo rapidamente, per timore che, come accade ad alcuni fanciulli, cresca in modo sproporzionato alla sua forza e giunga allora un periodo di difficoltà e di pericoli quando la crescita naturale sia arrestata per impedire il sacrificio dell’organismo. Questo è un fatto ben reale nella crescita degli esseri umani, e noi dobbiamo stare bene all’erta affinché il "Fanciullo più grande" – la Società Teosofica – non abbia a soffrire per la stessa causa. Già una volta il suo sviluppo è stato arrestato in connessione con i fenomeni psichici, e può ancora venire un tempo in cui le fondamenta morali ed etiche della Società potrebbero venire rovinate in modo simile. Ciò che può essere fatto per prevenire una cosa del genere è per ogni Membro della Società il rendere la Teosofia un fattore vitale nella propria esistenza – renderla reale, saldare i suoi principi fermamente nella propria vita – in breve farne una parte di sé e trattare la Società Teosofica come uno tratterebbe se stesso. Una diretta conseguenza di ciò è la necessità della Solidarietà tra i Membri della Società; l’acquisizione di un tale senso di identità con ognuno e con tutti che un attacco contro uno è un attacco contro tutti. Allora, consolidati e saldati in tale spirito di Amore e di Fratellanza, non avremo, come Archimede, bisogno di un fulcro e di una leva, ma muoveremo ugualmente il mondo.

Noi abbiamo bisogno di tutta la nostra forza per affrontare le difficoltà ed i pericoli che ci circondano. Dobbiamo combattere dei nemici esterni sotto forma di materialismo, pregiudizi, ostinazioni; nemici sotto forma di abitudini e di forme religiose; nemici troppo numerosi per essere ricordati tutti, ma spessi quasi quanto le nubi di sabbia sollevate dal devastante scirocco del deserto. Non ci serve la nostra forza contro questi nemici? Eppure vi sono nemici più insidiosi, che usano il nostro nome alla leggera, fanno della parola Teosofia un oggetto di derisione nella bocca degli uomini, e della Società Teosofica un bersaglio su cui gettare fango. Essi calunniano i Teosofi e la Teosofia, e fanno dell’Etica un mantello sotto cui nascondono i loro scopi egoistici. E se questo non fosse abbastanza, vi sono i nemici peggiori di tutti – quelli che operano nella casa stessa – quei Teosofi che sono sleali ed alla Società ed a se stessi. Così davvero siamo circondati da nemici. Di fronte ed intorno a noi si stende la "Valle della Morte" e noi dobbiamo caricare i nostri nemici – diritti sui loro cannoni – se vogliamo vincere la battaglia. La cavalleria – uomini e cavalli – devono essere esercitati a cavalcare quasi come un solo uomo all’attacco sul piano terreno; e non dovremo noi combattere e vincere la battaglia dell’Anima che lotta nello spirito del Sé Superiore per vincere la nostra eredità divina?

Volgiamo un momento lo sguardo indietro, e diamo un’occhiata al terreno che abbiamo percorso. Abbiamo dovuto, come già detto, sostenere la nostra posizione contro gli Spiritisti, nel nome della Verità e della Scienza Spirituale. Non contro gli studiosi della vera conoscenza psichica, né contro gli Spiritualisti illuminati; ma contro l’ordine inferiore dei fenomenalisti – i ciechi adoratori dei fantasmi illusori dei morti. Abbiamo lottato contro di loro nell’interesse della Verità ed anche nell’interesse del mondo che essi stavano ingannando. Lo ripeto una volta di più: nessuna "battaglia" è stata mai combattuta contro i veri studiosi di scienze psichiche. Il prof. Coues ha fatto molto, l’anno scorso, per mettere in chiaro la nostra posizione, nel suo discorso alla Società Occidentale per le Ricerche Psichiche. Egli ha spiegato chiaramente la reale importanza degli studi psichici e ha compiuto un’opera eccellente anche nel sottolineare le difficoltà, i pericoli e, soprattutto, le responsabilità di una tale ricerca. Non solo vi è una somiglianza, come egli ha mostrato, tra investigazioni del genere e la manifattura di esplosivi pericolosi – specialmente in mani inesperte – ma questi esperimenti, come il professore ha detto giustamente, sono condotti su, con e da un’anima umana. A meno di prepararsi con cura, con un corso di studio lungo e specializzato, lo sperimentatore mette a repentaglio non solo l’anima del medium, ma anche la propria. Gli esperimenti di Ipnotismo e Mesmerismo compiuti attualmente sono esperimenti di Magia Nera inconscia, quando non lo sono di Magia Nera consapevole. La via che porta ad una tale distruzione è ampia e facile, ed è fin troppo facile trovarla; troppi la percorrono in ignoranza verso la propria distruzione. Ma la cura pratica per questo male sta in una cosa certa. È il corso di studio che ho ricordato prima. Sembra assai semplice, ma è straordinariamente difficile: quella cura è l’ALTRUISMO. Ed è la nota fondamentale della Teosofia, la cura di tutti i mali. È quello che i veri Fondatori della Società Teosofica promuovono quale suo Primo Scopo: la FRATELLANZA UNIVERSALE.

Così, anche se solo di nome è un corpo di Altruisti; la Società Teosofica deve combattere tutti coloro che cercano di approfittarne tentando di acquisire i poteri magici da usare per i loro scopi egoistici e per nuocere agli altri. Molti sono coloro che entrarono nella nostra Società senza altro motivo che la curiosità. Fenomeni psicologici è quanto essi cercavano, pur non essendo disposti a cedere un solo iota dei loro piaceri e delle loro abitudini per ottenerli. Questi se ne andarono presto a mani vuote. La Società Teosofica non è mai stata né mai sarà una scuola di riti teurgici promiscui(1). Ma vi sono dozzine di piccole associazioni occulte che parlano con molta disinvoltura di Magia, Occultismo, Rosacruciani, Adepti, etc. Queste professano molto, persino di fornire la chiave dell’Universo, ma finiscono col condurre gli uomini ad un muro cieco, invece che alla "Porta dei Misteri". Queste sono tra i nostri nemici più insidiosi. Sotto la maschera della Filosofia e della Religione – Saggezza si industriano di mettere insieme un gergo mistico che per un po’ funziona e li mette in grado, con l’aiuto di appena un po’ di chiaroveggenza, di spogliare gli aspiranti all’occulto con inclinazioni mistiche ma ignoranti e di condurli come pecore quasi in ogni direzione. Ne sia prova l’ormai tristemente famosa H.B. of L. e l’ora celebre G.N.K.R. Ma guai a coloro che cercano di convertire una nobile filosofia in un covo di disgustosa immoralità di avidità di potere personale, una fabbrica di danaro sotto il mantello della Teosofia.

Il Karma li raggiungerà quando meno se lo aspetteranno. Ma è possibile che la nostra Società possa restare estranea a tutto ciò e continuare ad essere rispettata, se i suoi membri non sono pronti a comportarsi coraggiosamente, almeno in futuro, come un solo uomo, e trattare come si deve quelle calunnie mosse contro di loro come Teosofi, e quelle caricature dei loro ideali più elevati, come quelle compiute da quei due impostori?

Ma per poter compiere quest’opera a favore della nostra causa comune, noi dobbiamo seppellire ogni differenza privata. Molti sono i membri della Società Teosofica pieni di zelo che vogliono lavorare, e lavorare duro. Ma il prezzo del loro aiuto è che tutto il lavoro debba essere fatto a modo loro ed in nessun altro modo. E se le cose non vanno così, essi si rifugiano nell’apatia od abbandonano del tutto la Società, dichiarando ad alta voce di essere loro i soli veri Teosofi. Oppure, se restano, si industriano di esaltare i loro metodi personali di lavoro a spese di tutti gli altri devoti lavoratori Questo è un fatto, ma non è Teosofia. E non può dare altro risultato che quello di portare la Società a dividersi ben presto in varie sette, tante quanti saranno i capi, e tanto disperatamente fatue quanto lo sono le 350 sette cristiane che esistono attualmente nella sola Inghilterra. È questo che dobbiamo attenderci per la Società Teosofica? È questa "separatività" consona all’Altruismo solidale della Fratellanza Universale? È questo l’insegnamento dei nostri nobili MAESTRI? Fratelli e Sorelle in America, sta nelle vostre mani che ciò avvenga o no. Voi lavorate, e lavorate duro. Ma per lavorare in modo appropriato nella nostra Grande Causa è necessario dimenticare ogni differenza di opinione personale su come il lavoro debba essere portato avanti. Che ognuno di noi lavori nel modo che gli è proprio senza imporre al prossimo le proprie idee riguardo al lavoro. Ricordate come l’Iniziato Paolo ammonì i suoi corrispondenti contro lo atteggiamento settario che essi avevano assunto nella originaria Chiesa Cristiana: "Io sono di Paolo, io di Apollos" – ed approfittiamo dell’ammonimento. La Teosofia è non settaria nella sua essenza, e lavorare per la Teosofia costituisce l’ingresso alla Vita Interiore. Ma nessuno può entrarvi salvo l’uomo nutrito del più alto e più vero spirito di Fratellanza, e qualsiasi altro tentativo sarebbe futile quando non fulminasse l’incauto proprio sulla soglia.

Ma il Karma riconcilierà tutte le nostre differenze di opinione. Del nostro lavoro verrà redatto un resoconto preciso ed il "salario" guadagnato verrà segnato a nostro credito. Ma un resoconto altrettanto preciso verrà tenuto del lavoro che chiunque, indulgendo in lagnanze personali, avrà impedito al prossimo di compiere. Pensate che sia cosa da poco l’ostacolare la forza della Società Teosofica, rappresentata dalle persone dei suoi capi, nell’opera che essa deve compiere? Così certamente come vi è un potere karmico dietro la Società, altrettanto certamente questo potere esigerà l’equivalente di ogni impedimento oppostogli; sarebbe pertanto un uomo ignorante ed imprudente colui che ostacolasse col proprio piccolo sé quel potere nell’esecuzione del compito da eseguire.

Così, quindi, "L’UNIONE FA LA FORZA", e per ogni motivo le differenze private devono scomparire nel lavoro unito per la nostra Grande Causa.

Ora, quale è stato il nostro lavoro durante l’anno passato? Qui abbiamo organizzato la Sezione Britannica della Società Teosofica con l’aiuto e sotto la direzione del Presidente Fondatore, il Colonnello Olcott, ed invece di una Loggia sono stati formati Rami locali minori, i quali perciò, hanno maggior potere di lavoro e possibilità di riunirsi. Avrete già sentito forse quanto è stato fatto in India, ed avete udito o sapete quanto compiuto nella vostra Sezione e quanta forza essa ha guadagnato.

Per quanto riguarda i mezzi per diffondere la conoscenza, abbiamo in Occidente il Lucifer, il Path e gli opuscoli della Theosophical Publishing Society. Tutte queste pubblicazioni ci hanno messo in contatto con numerose persone della cui esistenza non avremmo altrimenti saputo nulla. Così tutti questi mezzi di diffusione sono necessari alla Causa, così come lo è il tentativo di influenzare la mente pubblica con l’aiuto della Stampa in generale. Mi dispiace dover dire che veri collaboratori del Lucifer hanno ora lasciato il giornale e la Società precisamente a causa di differenze personali quali quelle cui alludevo in precedenza, e si sono messi contro non solo a me personalmente ma anche al sistema di pensiero inculcato dalla Società Teosofica.

A causa di sentimenti personali ostili al Colonnello Olcott, il Lotus – l’organo francese – si è pure distaccato dalla Teosofia; ma noi abbiamo appena fondato la Revue Theosophique quale sostituto in Parigi. È diretto da me stessa ed amministrato dalla contessa d’Adhemar, una signora americana amata e rispettata da quanti la conoscono, ed amica del nostro Fratello Dr. Buck.

Come molti di voi sanno, abbiamo formato la "Sezione Esoterica". I suoi membri sono impegnati, tra altre cose, a lavorare per la Teosofia sotto la mia guida. Con questo mezzo, se non altro, siamo riusciti ad assicurare una certa solidarietà nel nostro comune lavoro, a formare un forte corpo di resistenza contro i tentativi di nuocerci da parte del mondo esterno, contro i pregiudizi verso la Società Teosofica e verso di me personalmente. Con questo mezzo molto può essere fatto per annullare il danno arrecato al lavoro della Società in passato, e per dare un grande impulso al suo lavoro futuro.

lo cambierei però volentieri il suo nome. Gli scandali di Boston hanno screditato completamente il termine "Esoterico"; ma questo è un argomento da considerare in un secondo tempo.

Così, come ho già detto, i nostri principali nemici sono il pubblico pregiudizio, l’ottusa ostinazione di un mondo materialistico, la forte "personalità" di alcuni dei nostri membri, la falsificazione dei nostri scopi e del nostro nome da parte di ciarlatani amanti del danaro e, soprattutto, la diserzione di amici un tempo devoti, divenuti ora i nostri peggiori nemici.

Sagge invero sono quelle parole attribuite a Gesù nei Vangeli. Noi seminiamo i nostri semi, ed alcuni cadono sul lato della strada in orecchie disattente, altri su terreno pietroso, dove germogliano in un impulso di entusiasmo emotivo e presto, privi di radici, "avvizziscono e muoiono". In altri casi le "spine" e le passioni di un mondo materiale soffocano la crescita di frutti abbondanti, che muoiono una volta messi a confronto con "le preoccupazioni della vita e gli inganni della ricchezza". Infatti, ahimè, solo in pochi il seme della Teosofia trova terreno fertile e centuplica la messe.

Ma la nostra unione è, e sempre sarà, la nostra forza se conserviamo l’ideale della Fratellanza Universale. È l’antico "in hoc signo vinces" e dovrebbe essere la nostra parola d’ordine, poiché è sotto questo sacro vessillo che noi vinceremo.

Ed ora un ultima parola di commiato. Le mie parole potranno passare ed essere dimenticate, ma certe frasi di lettere scritte dai Maestri non passeranno mai, poiché rappresentano l’incarnazione della più alta Teosofia pratica. Devo tradurre per voi:

"... Non siano i frutti del buon Karma il vostro motivo; poiché il vostro Karma, buono o cattivo, è uno con quello dell’umanità e la proprietà comune di questa: perciò nulla di buono o di cattivo può accadere a voi senza essere condiviso da molti altri. Quindi il vostro motivo, essendo egoistico, non può che generare un doppio effetto, buono o cattivo, e renderà vana la vostra azione, oppure la volgerà a profitto di un altro". … Non c’è felicità per uno che pensa sempre a sé e dimentica gli altri Sé.

L’universo geme sotto il peso di tale azione (Karma) e null’altro che il Karma del sacrificio di sé può soccorrerlo. … Quanti di voi hanno aiutato la umanità a portare il più piccolo fardello, così da potervi chiamare Teosofi? Oh, uomini dell’Occidente, che vorreste giocare ai Salvatori dell’Umanità, prima perfino di risparmiare la vita di una zanzara la cui puntura vi minacci! Vorreste essere partecipi della Saggezza Divina, cioè veri Teosofi? Allora fate come fanno gli dei quando discendono in incarnazione. Sentitevi il veicolo dell’umanità intera, l’umanità parte di voi, ed agite di conseguenza".

Queste sono parole d’oro; possiate voi assimilarle! Questa è la speranza di una che si firma in tutta sincerità la sorella devota e la serva di ogni vero seguace dei Maestri della Teosofia.

Vostra fraternamente

H.P. BLAVATSKY

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(1) Ecco spazzate d’un colpo tutte le manie ed iniziative cerimoniali che pullularono più tardi (n.d.t.).
 



 
IL TERZO MESSAGGIO
1890

FRATELLI TEOSOFI E COLLABORATORI:

Il nuovo ciclo che si è aperto per la Teosofia già comincia a dare frutti. Il progresso compiuto dal movimento durante lo scorso anno è stato più notevole di quanto lo sia stato mai prima; ma mentre ciò ci dà coraggio, ci rammenta anche che il tempo del raccolto sta albeggiando rapidamente, per essere presto seguito dall’inverno con le sue bufere e le sue tempeste. Così, mentre mi congratulo con voi, miei bravi ed attivi collaboratori nella nostra nobile causa, e specialmente col mio caro collega W. Q. Judge, devo sollecitarvi ad aumentare, non a rallentare i vostri sforzi.

Guardando indietro all’anno trascorso, guardate quanto è stato compiuto dalla forza dell’unione e della devozione altruistica al lavoro. Durante il 1888–89 si sono formati solo sei nuovi Rami in America; l’anno scorso invece ne sono stati organizzati quindici nuovi, mentre i membri della Società sono cresciuti anche più rapidamente in proporzione. Ma ancor più importante è lo spirito nuovo con cui i membri guardano alla Società ed al suo lavoro, spirito nuovo di cui i segni non mancano. I dodici mesi trascorsi sono stati testimoni di una maggiore attività nel vero lavoro Teosofico, lo sforzo di aiutare gli altri, di quanta se ne sia avuta in qualsiasi anno precedente della storia della Società in Occidente. Vi sono dei segni visibili, anche se vengono alla luce solo per gradi, che i membri si stanno finalmente svegliando dalla loro apatia e si mettono con zelo al lavoro per porre in pratica il primo principio della vera Teosofia: la FRATELLANZA UNIVERSALE. Poco a poco divengono consapevoli che è loro dovere aiutare gli altri, così come essi stessi sono stati aiutati, mettendo alla portata di tutti la conoscenza delle verità della Teosofia, datrici di vita. Il progetto di inviare per posta opuscoli teosofici va ricevendo un appoggio sempre crescente, più lavoratori offrono assistenza volontaria e si annunziano dei fondi che serviranno a portare avanti il lavoro con una maggiore efficacia ed una più grande energia. I Rami della costa del Pacifico hanno dato l’esempio di intraprendere questo lavoro come una attività di gruppo condotta in modo sistematico ed organizzato, e la levatura e lo zelo dei lavoratori di quella regione meritano grandi lodi. Tutta la mia gratitudine è dovuta anche ai molti fedeli e diligenti membri della Società in America che hanno risposto in maniera così nobile e generosa al mio appello per un aiuto che permettesse la continuazione del Lucifer. I miei ringraziamenti più cordiali vanno a loro, tutti ed ognuno, ed i frutti dei loro sforzi diverranno visibili nelle vicende future della rivista.

In Inghilterra l’anno trascorso è stato testimone di una rapida crescita e di una vasta espansione della Società e del suo lavoro. La nostra causa ha guadagnato due nobili e devoti aderenti, i cui nomi sono stati prominenti per molti anni in passato in connessione con ogni sforzo volto a recare un vero aiuto all’umanità sofferente: Annie Besant e Herbert Burrows. Con loro il nostro movimento in Occidente ha acquistato due esponenti abili nella penna e nella parola. In una certa misura essi hanno supplito alla mancanza, di cui abbiamo sofferto a lungo, di oratori capaci di presentare a vaste udienze la Teosofia nella sua vera luce. Io in special modo sono debitrice ad Annie Besant per la sua inestimabile assistenza e cooperazione nella condotta del Lucifer.

Nuovi Rami si sono formati qui nei dodici mesi che sono trascorsi e numerosi membri si sono uniti alle nostre file, mentre l’accresciuto interesse generale per la Teosofia è messo in evidenza dal tono mutato della stampa e da lettere ed articoli che spesso appaiono sulla Teosofia. Tanto si è accresciuto l’interesse a Londra che ci siamo trovati costretti a costruire una vasta sala per le riunioni della nuova Sede Centrale in cui ci trasferiremo in Agosto per le riunioni della Loggia Blavatsky, siccome la nostra vecchia dimora è troppo piccola per accogliere quanti frequentano le riunioni.

Il prolungato soggiorno del Colonnello Olcott in Inghilterra è stato di grande aiuto al nostro lavoro. Le sue conferenze in Inghilterra ed in Irlanda sono state la causa della formazione di vari nuovi Rami, mentre il suo esempio e la sua influenza hanno avuto effetti salutari in ogni direzione. Per me la sua presenza è stata un grande piacere ed una grande soddisfazione, e la forza combinata dei "Due Fondatori" ancora una volta fianco a fianco si è fatta sentire in ogni aspetto del nostro lavoro. E fu motivo di grande dispiacere il vederlo partire per l’India senza visitare l’America come egli aveva promesso. Ma in Oriente la Società ha il massimo bisogno della sua presenza, mentre la morte del Sig. Powell ha reso inevitabile il suo ritorno immediato. Pur non conoscendo personalmente il Sig. Powell, non posso non rendere un cordiale tributo di gratitudine alla sua memoria per lo splendido lavoro da lui compiuto per la Società, e per la nobiltà del suo completo sacrificio di sé al servizio dell’Umanità. Il Colonnello Olcott è stato accompagnato nel suo viaggio di ritorno in India da due membri del nostro gruppo di lavoratori di qui, i Signori Bowles Daly e E. D. Fawcett, la cui presenza ad Adyar, ne sono certa, sarà di grande valore per il mio amato collega, il nostro Presidente Fondatore.

Una gran parte di questi risultati è dovuta al contributo di forza e, soprattutto, all’accresciuto spirito di solidarietà, che l’organizzazione della Sezione Esoterica ha infuso nella S.T. Ai membri di questa Sezione io dico: Guardate e siate consapevoli dei grandi risultati che possono essere raggiunti da coloro che sono veramente seri e si uniscono altruisticamente per lavorare per l’umanità. Che i risultati di quest’anno vi mostrino con segni inequivocabili l’onerosa responsabilità che poggia su di voi, non solo verso la Società, ma verso l’Umanità intera. Perciò non rallentate i vostri sforzi, neppure per un solo istante; stringetevi insieme, spalla a spalla, di giorno in giorno; siate uniti come un solo uomo, venga quello che venga, tempo bello o tempesta, e la vittoria della causa cui vi siete impegnati sarà certa. Lottando così all'unisono col vostro Sé Superiore, i vostri sforzi dovranno essere fecondi di bene alla Società, a voi stessi, a11’Umanità. Gli anni avvenire mostreranno una crescita costante e sana, una organizzazione forte ed unita, uno strumento duraturo, attendibile ed efficiente pronto per le mani dei Maestri. Una volta uniti in vera solidarietà, nel vero spirito della Fratellanza Universale, nessun potere potrà travolgervi, nessun ostacolo sbarrare il vostro cammino in avanti, nessuna barriera frenare l’avanzata della Teosofia nel secolo venturo.

Ma del passato abbiamo parlato abbastanza. L’incoraggiamento che traiamo dall’esame dei risultati ottenuti nell’anno trascorso serva a spronarci a maggiori sforzi ed a più strenue imprese. Faccia sì che tutti sentano che vi é un potere dietro la Società, che ci darà la forza di cui abbiamo bisogno che ci renderà capaci di muovere il mondo, se solo ci UNIREMO e LAVOREREMO come una sola mente, un solo cuore. I Maestri richiedono solo che ognuno faccia del suo meglio e, soprattutto, che ognuno cerchi veramente di sentirsi una sola cosa con i suoi compagni di lavoro. Non vi è necessità di una ottusa concordia su questioni intellettuali, o di una impossibile unanimità su tutti i dettagli del lavoro, ma di una vera, cordiale, seria devozione alla nostra causa. Questa devozione porterà ognuno ad aiutare il suo fratello, quanto più sarà in suo potere, a lavorare per quella causa, sia che noi ci troviamo o no d'accordo sul metodo esatto di portare avanti tale lavoro. Il solo uomo il cui metodo è assolutamente sbagliato è quello che non fa nulla; ognuno può e dovrebbe cooperare con tutti, e tutti con ciascuno, in un generoso spirito di cameratismo, per promuovere il lavoro di portare la Teosofia ad ogni uomo e donna del Paese.

Guardiamo in avanti, non indietro. Che dire dell'anno venturo? Prima di tutto una parola d’ammonimento. Come la preparazione del nuovo ciclo procede, come i precursori della nuova sottorazza appaiono sul continente americano, i poteri psichici ed occulti latenti nell’uomo cominciano a germinare e crescere. Da ciò il rapido sviluppo di movimenti quali la Scienza Cristiana, la Cura Mentale, la Guarigione Metafisica, la Guarigione Spirituale e così via. Tutti questi movimenti non rappresentano altro che tante fasi dell’esercizio di quei poteri in via di sviluppo, non ancora compresi e perciò troppo spesso usati male ed in modo ignorante. Capite una volta per tutte che non vi è nulla di "spirituale" o di "divino" in nessuna di queste manifestazioni. I loro effetti curativi sono dovuti semplicemente all'uso inconscio di poteri occulti sui piani inferiori della natura – di solito prana o correnti vitali. Le teorie contrastanti di tutte queste scuole sono basate su di una metafisica mal compresa e male applicata, basata spesso su false premesse logiche grottescamente assurde. Ma la caratteristica che la maggior parte di esse hanno in comune, e che nel prossimo futuro può costituire il pericolo maggiore é la seguente. In quasi ogni caso il tenore degli insegnamenti di queste scuole è tale da indurre la gente a pensare che il processo curativo venga applicato alla mente del paziente. Qui sta il pericolo, poiché ogni processo di tal genere – comunque mascherato dalle parole e dissimulato sotto false apparenze – consiste semplicemente, nell'agire sulla psiche del paziente. In altre parole, ogniqualvolta il guaritore interferisce, consciamente od inconsciamente, con la libera attività mentale della persona cui applica il suo trattamento, si tratta di Magia Nera. Già queste cosiddette scienze di "Guarigione" vengono usate per guadagnarsi da vivere. Presto qualche acuto osservatore scoprirà che con lo stesso procedimento la mente degli altri può essere influenzata in molte direzioni, ed essendo stato permesso una volta al movente egoistico di ottenere danaro e guadagno personale, di insinuarsi tra le intenzioni di quello che una volta era un "guaritore", questi può venire indotto senza accorgersene ad usare il suo potere per acquisire ricchezza o raggiungere qualche altro oggetto dei suoi desideri.

Questo è uno dei pericoli del nuovo ciclo, enormemente aggravato dalla pressione della competizione e dalla lotta per l’esistenza. Fortunatamente nuove tendenze stanno sorgendo e lavorano per spostare dall’egoismo all’altruismo la base del quotidiano vivere degli uomini. Il Movimento Nazionalista(1) è una applicazione della Teosofia. Ma ricordate, tutti voi, che se il Nazionalismo è una applicazione della Teosofia, è quest’ultima che deve sempre occupare il primo posto ai vostri occhi. La Teosofia è invero la vita, lo spirito animatore che fa di ogni vera riforma una realtà vivente, poiché la Teosofia é Fratellanza Universale, il vero fondamento e la chiave di volta di tutti i movimenti che tendono a migliorare la nostra condizione.

Quanto dissi lo scorso anno resta vero, cioè che l’Etica della Teosofia è più importante di ogni divulgazione di leggi o fatti psichici. Questi ultimi sono in relazione esclusivamente con la parte materiale ed evanescente dell’uomo settenario. Ma l’Etica penetra nel profondo e raggiunge l’Uomo Vero, l’Ego che si reincarna.

Esteriormente noi non siamo che le creature di un giorno; all’interno siamo immortali. Imparate dunque bene le dottrine del Karma e della Reincarnazione; insegnate, praticate, promulgate quel sistema di vita e di pensiero che é il solo capace di salvare le razze future. Non lavorate semplicemente per la Società Teosofica, ma attraverso di essa per l’Umanità.

Che la Teosofia diventi vieppiù un potere vivente nel la vita di ognuno dei nostri membri, e possa l’anno che viene essere ancora più fecondo di lavoro benefico e di sano progresso di quello che sta concludendosi. Questo è l’augurio della vostra umile collaboratrice e compagna.

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(1) Movimento ispirato da Edward Bellamy, l’autore del famoso Looking Backward. Il "nazionalismo" propugnato da questo movimento era una forma di Socialismo non marxista, basato sulla cooperazione e sull’altruismo, sulla sottomissione degli interessi individua1i al bene comune e sulla eliminazione completa di ogni sordido movente umano. Questo movimento ebbe un fugace periodo di successo in America dal l888 al 1894; ma il libro di Bellamy ha nutrito le menti ed i cuori di milioni di uomini e viene ancora letto come l’opera di un grande "amico di tutte le creature" (n.d.t.)
 




 

IL QUARTO MESSAGGIO
1891
 

AL CONGRESSO DI BOSTON DELLA S. T., 1891

Per la terza volta da quando sono tornata in Europa nel 1885 sono in grado dì inviare ai miei fratelli in Teosofia e concittadini negli Stati Uniti un delegato dall’Inghilterra per partecipare al Congresso teosofico annuale e per portarvi a viva voce i miei saluti e le mie calorose congratulazioni. Sofferente come sono di continuo nel corpo, l’unica consolazione che mi resta è quella di udire dei progressi della Santa Causa cui sono state date la mia salute e la mia forza, ma cui, ora che queste se ne stanno andando, posso offrire solo la mia devozione appassionata ed i buoni auguri, che non vengono mai meno, per il suo successo ed il suo bene. Perciò le notizie che giungono dall’America, ad ogni giro di posta, che dicono di nuovi Rami e di progetti ben concepiti e pazientemente realizzati per l’avanzamento della Teosofia, mi confortano e mi allietano con le prove che esse contengono della crescita che sta avendo luogo, più di quanto le parole sappiano dire. Compagni Teosofi io sono fiera del vostro nobile lavoro nel Nuovo Mondo; sorelle e fratelli d’America, io vi ringrazio e benedico per le vostre incessanti fatiche al servizio della causa comune così cara a noi tutti.

Lasciate che io vi ricordi una volta ancora che questo lavoro è necessario ora più che mai. Il periodo che abbiamo ora raggiunto nel ciclo che si chiuderà tra il 1897 ed il 1898 è, e continuerà ad essere, un periodo di acuto conflitto e di tensione continua. Se la ST può restare salda attraverso di esso, bene; se no, mentre la Teosofia resterà intatta, la Società perirà, forse nel modo più inglorioso, ed il Mondo ne soffrirà(1). Io spero ardentemente di non assistere ad un tale disastro nel mio corpo attuale. La natura critica della fase in cui siamo entrati è altrettanto ben nota alle forze che lottano contro di noi quanto a quelle che combattono al nostro fianco. Nessuna opportunità verrà perduta di seminare dissensi, di trar vantaggio da mosse false ed errate, di istillare dubbi, di accrescere le difficoltà, dì sussurrare sospetti, così che con ogni e qualsiasi mezzo possa venire spezzata l’unità della Società, ed i ranghi dei nostri membri assottigliati e gettati nello scompiglio. Non è mai stato più necessario per i membri della ST di tenere a mente la vecchia parabola del fascio di verghe di quanto lo sia nel momento presente: divisi, essi saranno inevitabilmente spezzati, uno ad uno; uniti, non vi è forza al mondo capace di distruggere la nostra Fratellanza. Ora io ho notato con dispiacere che tra voi è presente, come lo è tra i Teosofi in Europa ed in India, una tendenza a litigare per delle sciocchezze, a permettere che proprio la vostra devozione alla causa della Teosofia vi porti a dividervi. Credetemi, che a parte questa naturale tendenza, dovuta alle imperfezioni proprie della Natura Umana, i nostri nemici sempre all’erta approfittano spesso delle vostre qualità più nobili per ingannarvi e sviarvi. Gli scettici rideranno a questa affermazione, e perfino qualcuno tra di voi sarà poco incline a credere all’esistenza effettiva di queste influenze che circondano tutti noi, con forze terribili, e che pur essendo mentali, e quindi invisibili e soggettive, non sono per questo meno vive e potenti. Eppure ci sono, ed io so di più di uno tra voi che le ha percepite e che è stato costretto a riconoscere l’esistenza di queste pressioni mentali estranee. Su quelli tra voi che sono altruisti e sinceramente devoti alla Causa esse avranno scarso effetto. Su alcuni altri, quelli che pongono il loro orgoglio personale al di sopra del loro dovere verso la ST, al di sopra perfino dellimpegno assunto verso il loro SÉ divino, l’effetto è generalmente disastroso. Stare in guardia verso se stessi non è mai più necessario di quando un desiderio personale di comandare, e la vanità ferita, si vestono delle penne di pavone della devozione e del lavoro altruistico; ma nella presente crisi della Società la mancanza di autocontrollo e di vigilanza possono essere fatali in ogni caso. Ma questi diabolici tentativi dei nostri potenti nemici, gli avversari irriducibili delle verità che ora vengono dispensate e realizzate in pratica, possono essere frustrati. Se ogni Membro della Società fosse contento di essere una forza impersonale per il bene, incurante di lode e di biasimo fintantoché resti al servizio degli scopi della Fratellanza, i progressi compiuti stupirebbero il mondo e porterebbero fuori pericolo l’Arca della ST. Abbiate per motto e per guida della vostra condotta durante l’anno che viene: "Pace sia con tutti quelli che amano la Verità in sincerità", ed il Congresso del 1892 porterà testimonianza abbondante della forza che nasce dall’unità.

La vostra posizione di antesignani della sesta sottorazza della quinta razza ha i suoi pericoli speciali, Come pure i suoi speciali vantaggi. Lo psichismo, con tutte le sue seduzioni e tutti i suoi pericoli, si sviluppa di necessità in mezzo a voi; dovete perciò vegliare affinché lo sviluppo psichico non sorpassi quello mentale e quello spirituale. Le capacità psichiche tenute sotto perfetto controllo, frenate e dirette dal principio manasico, sono aiuti preziosi nello sviluppo. Ma se queste capacità sfuggono ad ogni disciplina e controllano invece di essere controllate, usano invece di essere usate, conducono lo Studente alle illusioni più pericolose ed alla certezza della distruzione morale. Vegliate dunque con cura questo sviluppo, inevitabile nella vostra razza e nella vostra fase evolutiva, così che alla fine operi per il bene e non per il male; ed abbiatevi, in anticipo, la benedizione sincera e possente di Coloro la cui buona volontà non vi abbandonerà mai, se voi stessi non fallirete.

Sono lieta di comunicarvi che qui in Inghilterra il progresso è costante e rapido. Annie Besant vi darà i dettagli del nostro lavoro e vi dirà della forza e della influenza crescenti della nostra Società; il rapporto che essa vi farà delle Sezioni Europea e Britannica parla da solo per le attività descritte. Il carattere inglese, difficile da stimolare, ma solido e tenace una volta destato, aggiunge un fattore valido alla nostra Società, ed in Inghilterra si vanno gettando fondamenta solide e stabili per la ST del secolo ventesimo. Qui, come da voi, si compiono tentativi riusciti di portare sul pensiero inglese l’influenza del pensiero indù, e molti dei nostri fratelli indiani scrivono ora per il Lucifer articoli brevi e chiari sulle filosofie indiane. Siccome è uno dei compiti della ST quello di unire l’Oriente con l’Occidente, cosicché ognuno dei due possa supplire le qualità che mancano all’altro e sviluppare sentimenti più fraterni tra nazioni tanto diverse, questo scambio letterario, io spero, si dimostrerà estremamente utile per 1’arianizzazione del pensiero occidentale.

L’aver ricordato il Lucifer mi ricorda che la posizione ora assicurata di questa rivista è dovuta in grandissima misura all’aiuto prestato in un momento critico dai Fratelli americani. Essendo il mio unico mezzo di comunicazione assolutamente libero con i Teosofi di tutto il mondo, la sua continuazione aveva una seria importanza per l’intera Società. Nelle sue pagine, mese dopo mese, io do insegnamenti pubblici sulle dottrine teosofiche, tali quali sono possibili, e così porto avanti la più importante delle nostre attività teosofiche. La rivista è ora appena autosufficiente; e se le Logge ed i Membri individuali contribuissero ad accrescerne la circolazione, la sua utilità sarebbe più grande di quanto lo sia attualmente. Perciò, mentre ringrazio dal profondo del cuore tutti quelli che hanno contribuito a porre la rivista su solide fondamenta, sarei lieta di vedere una più vasta crescita nel numero degli abbonati regolari, poiché io considero questi miei discepoli, tra cui troverò qualcuno che si mostrerà capace di ricevere ulteriori insegnamenti.

Ed ora ho detto tutto. Non sono forte abbastanza da scrivere un messaggio più lungo, e ciò è meno necessario per me dato che la mia amica e fidata messaggera Annie Besant, colei che è il mio braccio destro qui, sarà in grado di spiegarvi i miei desideri meglio e più completamente di quanto io possa fare per iscritto. Dopo tutto, ogni augurio e pensiero che io possa esprimere sono riassunti da questa singola frase, il mai sopito desiderio del mio cuore: "Siate Teosofi, lavorate per la Teosofia!". La Teosofia prima e dopo di tutto; poiché solo la sua attuazione pratica può salvare il mondo occidentale da quei sentimenti egoistici ed antifraterni che ora dividono razza da razza, nazione da nazione, e da quell’odio di classe e da quei problemi sociali che sono la maledizione e la sventura dei popoli cosiddetti cristiani. La Teosofia solo può salvare l’Occidente dallo sprofondare completamente in quel materialismo fatto di mero lusso in cui si decomporrebbe e putrefarebbe come hanno fatto altre civiltà. Nelle vostre mani, fratelli, è riposto ed affidato il bene del secolo che viene, e quanto grande è la fiducia in voi riposta tanto lo è la responsabilità. La mia vita può protrarsi ancora non molto a lungo, e se qualcuno di voi ha imparato qualcosa dai miei insegnamenti, od ottenuto col mio aiuto una rapida visione della Vera Luce, io vi chiedo, in cambio, di rendere più forte la Causa col trionfo della quale quella Vera Luce, resa ancora più risplendente e gloriosa grazie ai vostri sforzi individuali e collettivi, illuminerà il Mondo. In questo modo farete si che io veda, prima di separarmi da questo corpo logoro, assicurata la stabilità della Società.

Siano con voi le benedizioni dei grandi Maestri passa ti e presenti. Da me accettate collettivamente 1’assicurazione dei miei immutabili sentimenti fraterni ed i ringraziamenti sinceri, di cuore, per il lavoro compiuto da tutti i lavoratori.

Dalla loro servitrice fino alla fine,

H. P. BLAVATSKY .

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(1) Nel 1894 cominceranno gli attacchi contro W. Q. Judge; nel l895, con la morte del grande Collega di HPB, 1a tragedia si sarà conclusa (n.d.t.)
 



 
 L’ULTIMO MESSAGGIO
15 aprile 1891
 

Al quinto Congresso della Sezione Americana della Società Teosofica

Fratelli Teosofi:

Nel mio messaggio generale a voi rivolto ho omesso di proposito di menzionare il mio più vecchio amico e collaboratore W. Q. Judge, perché ritengo che i suoi sforzi instancabili ed il suo sacrificio personale per costruire la Teosofia in America meritino una menzione speciale.

Se non fosse stato per W. Q. Judge, la Teosofia non si troverebbe al punto in cui si trova oggi in America. È lui principalmente che ha costruito il movimento in mezzo a voi, lui che in mille modi ha dato prova della sua completa lealtà ai migliori interessi della Teosofia e della Società.

L’ammirazione reciproca non dovrebbe avere parte alcuna in un Congresso Teosofico, ma onore va conferito là dove onore è dovuto, ed io mi valgo di questa opportunità con gioia per affermare pubblicamente, per bocca della mia amica e collega Annie Besant, il mio profondo apprezzamento per l’opera del vostro Segretario Generale, e per esprimergli pubblicamente i miei ringraziamenti più sinceri, la mia gratitudine più profonda, in nome della Teosofia, per la nobile opera che egli ha compiuto e va compiendo.

La vostra fraternamente,

H. P. BLAVATSKY
 



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